Il borgo di Campiglia Marittima sulla collina, con le case in pietra, le mura e i resti della Rocca in cima, sopra un pendio verde di ulivi
Campiglia Marittima — foto: LigaDue · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons

Campiglia Marittima si vede da lontano: un grappolo di case in pietra appoggiato sul fianco di una collina, con la Rocca in cima e la pianura della Val di Cornia ai piedi. Il centro storico sta a circa 230 metri di quota ed è uno di quei borghi che si visitano a piedi, senza fretta, salendo e scendendo per vicoli stretti, archi e scalinate. Dal novembre 2021 fa parte dei Borghi più belli d'Italia, ma il fascino del posto sta soprattutto nella sua vita quotidiana: panni stesi, botteghe, gatti sui gradini e scorci improvvisi sul mare.

Mille anni di storia in poche strade

Il nome compare per la prima volta in un documento del 1004, quando il conte Gherardo della Gherardesca donò metà del castello di Campillia a un monastero. Nel corso del Medioevo il borgo passò sotto l'influenza di Pisa e, dal 1406, di Firenze, che ne fece un avamposto verso il Principato di Piombino. La ricchezza della zona veniva dalle colline alle spalle del paese, scavate fin dall'antichità per estrarre rame, piombo e argento. Tutto questo si legge ancora nelle pietre: stemmi, porte fortificate, torri e cortine murarie raccontano un paese che per secoli è stato di frontiera.

La Rocca e il suo museo

La Rocca di Campiglia occupa la sommità della collina. Qui gli scavi archeologici condotti dall'Università di Siena hanno documentato un primo villaggio di capanne in legno del X secolo, poi le murature in pietra dell'XI secolo e infine le torri aggiunte nel Duecento. Il Museo della Rocca, aperto nel 2008, espone i reperti e racconta con pannelli e ricostruzioni come il castello è cresciuto nel tempo. Anche chi non ama i musei salirà volentieri fin quassù: dagli spalti lo sguardo spazia sulla piana, sulle colline coperte di macchia e, verso ovest, sulla linea del mare.

Il Palazzo Pretorio e le porte del borgo

Nel cuore del centro storico c'è il Palazzo Pretorio, per secoli sede del potere civile. Un'iscrizione sulla facciata ricorda la ricostruzione del 1246, mentre la parete principale è letteralmente tappezzata di stemmi in pietra: sono 65, appartenuti ai capitani che governarono il paese. Sul lato destro si alza la torre dell'orologio con il campanile a vela. Oggi il palazzo ospita l'archivio storico comunale, la biblioteca per ragazzi, un museo dedicato ai minerali del territorio e una mostra permanente sul pittore Carlo Guarnieri.

Vale la pena cercare anche le porte del borgo. La Porta a Mare, detta anche Porta del Ribellino, è l'ingresso principale verso sud-ovest; la Porta Fiorentina conserva quattro stemmi che riassumono la storia del paese: quelli della Gherardesca, di Pisa, di Firenze e di Campiglia stessa.

La Pieve di San Giovanni

Appena fuori dalle mura, all'interno del cimitero, si trova la Pieve di San Giovanni, una chiesa romanica in pietra dalle linee semplici, considerata uno dei monumenti più interessanti della Val di Cornia. Due dettagli meritano attenzione. Sull'architrave del portale laterale è scolpita una scena di caccia al cinghiale, letta da molti studiosi come il mito di Meleagro. Sulla parete esterna, invece, è murata una pietra con il celebre quadrato del Sator, la frase latina palindroma che si può leggere in più direzioni: in Italia se ne conservano pochi esempi. Se trovate il cancello aperto, entrate: il silenzio del luogo fa parte della visita.

Vicoli, panorami e qualche consiglio

Il modo migliore per scoprire Campiglia è perdersi un po'. Le strade del centro sono strette e in salita, spesso a gradini, quindi conviene lasciare l'auto nei parcheggi fuori dalle mura e portare scarpe comode. Qualche idea per organizzare la passeggiata:

  • salite alla Rocca nel tardo pomeriggio, quando la luce si fa calda e la piana si colora;
  • entrate nel Palazzo Pretorio per vedere da vicino gli stemmi e il museo dei minerali;
  • scendete alla Pieve di San Giovanni passando dalla Porta Fiorentina;
  • nelle giornate più limpide cercate all'orizzonte il profilo dell'Isola d'Elba.

In estate il borgo ospita ogni anno, a metà agosto, Apritiborgo, festival di teatro e arti di strada che trasforma piazze e vicoli in palcoscenici: per date e programma conviene consultare i canali ufficiali del Comune di Campiglia Marittima e dell'organizzazione. In ogni stagione, comunque, il borgo regala la stessa sensazione: quella di un paese vero, abitato, dove la storia non è chiusa in vetrina.

Casale delle Lupe si trova in campagna, in Via delle Piagge, a breve distanza dal borgo: una villa indipendente circondata da un uliveto, con giardino privato, patio e cucina esterna con forno a legna e barbecue. Si può passare la mattina tra i vicoli di Campiglia e tornare per pranzo all'ombra, oppure salire alla Rocca al tramonto e cenare all'aperto, con fino a otto ospiti attorno al tavolo.

La Costa degli Etruschi da Casale delle Lupe

Villa indipendente di 160 mq tra gli ulivi di Campiglia Marittima: 4 camere matrimoniali, 2 bagni, fino a 8 ospiti, giardino privato con forno a legna e barbecue, a pochi minuti d'auto dal mare.