Una tomba etrusca a tumulo in pietra della necropoli di San Cerbone, con l'ingresso a corridoio, papaveri sulla sommità e il mare sullo sfondo
Necropoli di San Cerbone, Populonia — foto: AlMare · CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons

Il Golfo di Baratti è una mezzaluna di sabbia scura chiusa dal promontorio di Piombino. Sulla sua sommità sorge il borgo fortificato di Populonia, mentre lungo la riva, tra i prati, emergono grandi tombe circolari in pietra. Qui si trovava Populonia, l'unico grande insediamento etrusco costruito direttamente sul mare. Il Parco Archeologico di Baratti e Populonia, inaugurato nel 1998, ne protegge circa 80 ettari, dalle necropoli vicino alla spiaggia fino all'acropoli sul promontorio.

Una città del ferro

La fortuna di Populonia nacque dal ferro. Gli Etruschi portavano qui l'ematite estratta all'Isola d'Elba, la fondevano nei forni costruiti vicino al golfo e commerciavano il metallo in tutto il Mediterraneo. La produzione fu così intensa che le scorie di lavorazione si accumularono per secoli, fino a coprire parte delle tombe più antiche. Solo nel Novecento, quando quelle scorie ancora ricche di metallo vennero recuperate, le necropoli tornarono alla luce. Ancora oggi, in alcuni punti del parco, il terreno luccica per i frammenti di ematite.

La necropoli di San Cerbone

L'area più famosa è la necropoli di San Cerbone, nella parte bassa del parco, vicino al centro visite e a due passi dalla spiaggia. Qui si vedono tombe a tumulo, tombe a edicola e sarcofagi in pietra, in gran parte del VII e VI secolo avanti Cristo. La più imponente è la Tomba dei Carri, con un tamburo circolare di circa 28 metri di diametro, tra i tumuli etruschi più grandi conosciuti: deve il nome ai resti di due carri trovati al suo interno. Poco distante, la Tomba del Bronzetto di Offerente è l'esempio meglio conservato di tomba a edicola, una piccola casa di pietra con il tetto a spioventi. Camminare tra questi monumenti con il mare sullo sfondo è un'esperienza rara. I pannelli lungo il percorso aiutano a riconoscere le diverse tipologie di sepoltura, e il prato tra le tombe è comodo anche per chi visita con i bambini.

Via delle Cave e necropoli delle Grotte

Dal centro visite parte la Via delle Cave, un sentiero che sale nel bosco di lecci e sughere. Lungo il percorso si incontrano le antiche cave di calcarenite, la pietra tenera usata dagli Etruschi per costruire, e la necropoli delle Grotte, con tombe a camera scavate direttamente nella roccia tra il IV e il III secolo avanti Cristo. È un itinerario che unisce natura e archeologia, con tratti ombreggiati e scorci improvvisi sul golfo. Il percorso richiede un paio d'ore, scarpe da trekking e un po' di gambe; dalla Via delle Cave si stacca anche un sentiero che prosegue verso l'alto.

L'acropoli di Populonia

Sulla sommità del promontorio, con un ingresso separato a Populonia Alta, si visita l'acropoli, aperta al pubblico nel 2007. Gli scavi hanno riportato alla luce i resti di templi di età romana, le grandi terrazze chiamate Le Logge e una strada lastricata che collegava l'area sacra al resto della città. Da quassù il panorama è ampio: il golfo da un lato, il mare aperto e le isole dell'Arcipelago Toscano dall'altro. Dopo la visita vale la pena fare due passi nel piccolo borgo di Populonia, racchiuso dalle sue mura.

Come organizzare la visita

Il parco ha due ingressi, uno a Baratti per le necropoli e uno a Populonia Alta per l'acropoli, e offre visite libere e guidate, oltre ad attività di archeologia sperimentale in cui si riproducono oggetti antichi con le tecniche dell'epoca. Orari e aperture cambiano con le stagioni: conviene verificarli sul sito ufficiale di Parchi Val di Cornia prima di partire. Nelle giornate calde è meglio visitare le necropoli al mattino o nel tardo pomeriggio, magari abbinando un bagno nel golfo. Chi vuole vedere da vicino i corredi funerari può completare la giornata al Museo Archeologico del Territorio di Populonia, a Piombino.

Il Golfo di Baratti è a circa 15 minuti d'auto da Casale delle Lupe. Si può passare la mattina tra tumuli e sentieri, fare un bagno e rientrare in villa nel pomeriggio, per accendere il forno a legna o il barbecue della cucina esterna e cenare in giardino.

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